Pilastro · Il metodo
La teoria ampliata del capitale
Se qualcosa riduce il rischio di una venture o le aggiunge valore reale, è capitale, abbia o no forma di denaro.
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Il capitale di rischio tradizionale tratta il denaro come l'unica forma di capitale che conta. Volcano parte da un principio diverso: un problema già validato, una competenza che esiste già, una rete già costruita riducono il rischio di un progetto esattamente come lo fa il denaro, e meritano la stessa capacità di trasformarsi in valore.
La diagnosi
L'errore di fondo del capitale di rischio tradizionale
Il capitale di rischio tradizionale parte da un presupposto che quasi nessuno mette in discussione: che capitale sia denaro. Tutto il resto, il problema già validato, l'idea già lavorata, la rete già costruita, la competenza già dimostrata, conta come merito personale, senza valore di scambio. La conseguenza è un'inefficienza reale. Chi ha ridotto di più il rischio di un progetto, spesso prima che l'impresa esista, non ha modo formale di catturare quel valore se non apporta, in più, denaro.
La risposta
Tutto ciò che riduce il rischio è capitale.
La nostra risposta rovescia il presupposto: capitale è tutto ciò che riduce il rischio di una venture o le aggiunge valore reale, abbia o no forma di denaro. Un problema reale e validato da un professionista del settore riduce il rischio di partire dal nulla, esattamente come lo fa un assegno. Una competenza tecnica che esiste già riduce il rischio di esecuzione, esattamente come lo fa finanziare l'assunzione di quella stessa competenza. Se qualcosa riduce il rischio, è capitale, e ha un modo di trasformarsi in partecipazione o in ritorno.
La struttura
Le sette forme, un solo principio
In pratica, questo si traduce in sette forme di capitale che Volcano riconosce e sa trasformare in valore: un problema, un'idea o tecnologia, competenze, una rete, denaro, un carico fiscale, e un'attività estera che si rilocalizza. Tutte obbediscono allo stesso principio centrale, anche se ciascuna si trasforma in valore in modo diverso.
Le sette forme di capitale, e in cosa si trasforma ciascuna
Il movimento
Convergono in un punto, e da lì si redistribuisce.
Le sette forme non si sommano: convergono. Un problema reale, un'idea che vince in quel mercato, competenze che sanno costruirla, una rete che apre le porte, denaro che finanzia, un carico fiscale che si trasforma e, a volte, un'attività che si rilocalizza. Ciascuna arriva per conto suo e da un titolare diverso, e tutte finiscono nello stesso posto: un progetto concreto di innovazione. È, letteralmente, quello che fa un venture builder, ed è la ragione per cui esiste: nessuno riunisce da solo tutte e sette.
E qui sta la parte che di solito resta fuori dal racconto. La convergenza non è la fine: è la metà. Quando l'innovazione funziona, il valore che produce torna a distribuirsi verso i punti da cui era uscito, e a ciascuno nella forma che gli corrisponde. Partecipazione per chi ha portato il problema o l'idea; licenza per chi conserva la proprietà intellettuale; ruolo retribuito e partecipazione per chi ha messo competenze; commissione o partecipazione per chi ha aperto la rete; ritorno fiscale più partecipazione per chi ha trasformato la sua imposta; partecipazione per chi ha messo capitale. Entra da sette strade, esce da sette strade.
Da qui il nome, e questa volta nel suo senso più letterale: le forze confluiscono in una sola camera magmatica, e ciò che esce dal cono si redistribuisce tutt'intorno. Un vulcano non accumula: concentra per poter distribuire. Le altre radici del nome, in chi siamo.
Che la convergenza avvenga non è garantito, ed è proprio quello il lavoro: far convergere su un progetto sette titolari diversi, con interessi diversi e letture diverse degli stessi dati. Perché le letture divergono sempre un po', in dati, informazione e divergenza.
L'argomento
Perché conta: quello che il denaro da solo non vede
Un fondo che guarda solo il denaro compete per lo stesso gruppo ristretto di tutti gli altri fondi: chi ha già capitale liquido da investire. Una struttura che riconosce le sette forme di capitale compete per un gruppo molto più ampio: il professionista che ha validato il problema prima di tutti, il team con la competenza esatta che manca, l'impresa la cui rete apre la porta a un mercato intero. Quel gruppo ampliato non è una concessione. Spesso è la fonte reale del vantaggio competitivo di un progetto, più decisiva del denaro stesso.
L'applicazione
L'applicazione pratica
Questa teoria non resta nelle idee. È la ragion d'essere delle otto porte: la struttura con cui Volcano riceve ciascuna di queste sette forme di capitale e la converte nella sua forma di valore. E spiega anche perché una startup nasce già con un valore: perché dal primo giorno accede a forme di capitale che non sono denaro, e che comunque riducono il suo rischio di partenza.
Avviso. Il contenuto di questa pagina è informativo e non costituisce consulenza fiscale, legale o di investimento. Le cifre e le percentuali sono orientative: la normativa cambia e questa pagina può non riflettere le ultime disposizioni legislative. I valori applicabili a ogni caso concreto si esaminano e si discutono in videochiamata, dopo l'inquadramento.
Domande frequenti
Domande frequenti
Cos'è la teoria ampliata del capitale?
L'idea che tutto ciò che riduce il rischio o aggiunge valore reale a una venture sia capitale, abbia o no forma di denaro: un problema validato, un'idea, competenze, una rete, denaro, un carico fiscale, o un'attività che si rilocalizza.
Non è solo un modo di chiamare «capitale» qualunque cosa?
No: ciascuna delle sette forme deve essere reale, verificabile e capace di ridurre il rischio (un problema pre-validato, una competenza dimostrabile, una rete con relazioni reali), non un'intenzione né una promessa.
Come si traduce ogni forma di capitale in valore concreto?
In modi diversi secondo il caso: partecipazione, compenso, licenza, ruolo dentro il progetto, commissione, o ritorno fiscale. Il dettaglio di ciascuna è in le otto porte.
Perché non chiedere semplicemente denaro, come fanno tutti?
Perché limitare l'ingresso al denaro lascia fuori il professionista che ha già validato il problema, la squadra che ha già l'idea, o l'impresa che ha già la rete: esattamente gli apporti che più riducono il rischio di un progetto.
«Il capitale consiste in gran parte in conoscenza e organizzazione. La conoscenza è il nostro motore di produzione più potente.»
Quale delle sette forme porti tu?
La mancanza di sistema.
Se tutte queste forme di capitale esistono, perché l'innovazione fallisce? Perché esistono separate. La conoscenza vive nell'università e nell'esperienza dei tecnici; il denaro, in fondi che non sanno leggere la fase iniziale; l'industria, in imprese che comprano soluzioni già fatte; le relazioni commerciali, in agende che nessuno connette. Quello che manca non sono idee, né capitale, né mercato: è il sistema che li mette a lavorare insieme. Volcano è costruita esattamente per questo: le otto porte sono gli ingressi del sistema, il cammino è il suo percorso, la rete di competenze e relazioni è il suo tessuto, e il finanziamento per fasi è il suo carburante. Nessun pezzo è nuovo; il sistema che li connette, sì.
John F. Kennedy, 1962